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PATOLOGIE TRATTATE

Legamenti e tendini

TENDINITE NON-INSERZIONALE DELL'ACHILLE

La tendinite non-inserzionale dell'Achille è una patologia dolorosa che colpisce il tendine d'Achille, ovvero la struttura che collega i muscoli del polpaccio all'osso del tallone. Questa condizione, spesso causata da un sovraccarico o da un invecchiamento del tendine, può causare un inspessimento locale e una limitazione significativa della sua funzionalità. Le differenze tra le Tendinite non-inserzionale dell'Achille e quella inserzionale sono legate principalmente a tre fattori:

  • Posizione: La tendinopatia non-inserzionale dell'Achille coinvolge il corpo principale del tendine d'Achille mentre quella inserzionale è correlata all'inserzione del tendine d'Achille nell'osso del tallone (calcagno) o la zona circostante.

  • Cause: la causa principale della tendinopatia non-inserzionale dell'Achille è una insufficiente vascolarizzazione della zona centrale del tendine. Questa può essere dovuta a un processo di invecchiamento del tendine o a un’aumentata richiesta vascolare di quella zona conseguente a un sovraccarico cronico per attività fisiche ripetitive, cambiamenti nell'attività o nella modalità di allenamento.
    Per quanto riguarda la versione inserzionale le cause più frequenti sono legate a un conflitto del tendine d’Achille con l’osso sul punto di inserzione che porta nel tempo a una degenerazione cronica.

  • Sintomi: Entrambe le forme di tendinopatie possono indurre dolore, rigidità e gonfiore che però sono segnalate in punti diversi del tendine d’Achille.

Sintomi

La tendinite non-inserzionale dell'Achille è caratterizzata da una serie di sintomi localizzati nella parte centrale del tendine a circa 3-4 cm dall’inserzione all’osso, tra cui:

  • Dolore: è il sintomo predominante, spesso descritto come una sensazione di bruciore o dolore sordo. Il dolore di solito si aggrava durante l'attività fisica, alla compressione della zona centrale e può essere più intenso al mattino.

  • Rigidità e gonfiore: Il tendine può essere inspessito, gonfio e dolorante al tatto. La rigidità mattutina o dopo sforzo fisico è comune e può richiedere del tempo per alleviarsi.

  • Scarsa mobilità: La mobilità della caviglia può essere limitata a causa del dolore e della rigidità associati alla tendinite.

La diagnosi della tendinite non-inserzionale dell'Achille viene solitamente effettuata da un medico specializzato, come un ortopedico o un fisiatra, attraverso una combinazione di esame fisico, anamnesi del paziente e, in alcuni casi, test di imaging (ecografia e RM).

Il trattamento

Nella maggior parte dei casi, la tendinite non-inserzionale dell'Achille può essere trattata con successo attraverso metodi conservativi.

Una delle prime strategie terapeutiche da utilizzare è una temporanea riduzione dell'attività fisica che provoca dolore. Questo approccio spesso permette una riduzione della sintomatologia e di non aggravare il danno tendineo. Un'altra pratica terapeutica iniziale è l'applicazione di ghiaccio nella zona interessata. Il ghiaccio può contribuire a ridurre il gonfiore e alleviare il dolore associato alla tendinite.

La fisioterapia svolge un ruolo chiave e spesso risolutivo nel trattamento della tendinite non-inserzionale dell'Achille. Un fisioterapista esperto può prescrivere una serie di esercizi mirati, tra cui stretching e attività di rafforzamento muscolare, finalizzati a migliorare la forza e la flessibilità del tendine.

In alcuni casi, l'uso di calzature speciali con talloniere o l'impiego di ortesi personalizzate può essere consigliato come parte del trattamento. Queste misure aiutano a ridurre la tensione esercitata sul tendine e a evitare sovraccarichi del tendine.

Per alleviare il dolore e l'infiammazione, il medico può raccomandare l'uso di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS).

Inoltre quando i trattamenti iniziali non sono efficaci può essere consigliata una terapia infiltrativa che può essere a base di acido ialuronico, per lubrificare il tendine, o sfruttare la medicina rigenerativa con inoculazione di concentrato piastrinico o cellule staminali.

Un approccio completo alla gestione della tendinite non-inserzionale dell'Achille può includere una combinazione di queste opzioni di trattamento, adattate alle esigenze e richieste funzionali individuali del paziente. La scelta delle terapie da adottare dipenderà dalla gravità della condizione e dalla risposta del paziente ai vari interventi terapeutici. Se i trattamenti conservativi non producono miglioramenti significativi o se la degenerazione del tendine (tendinopatia) è grave, in casi selezionati può essere consigliato un intervento chirurgico.

L’intervento chirurgico può essere svolto in artroscopia, col fine di minimizzare l’invasività chirurgica, il dolore postoperatorio e velocizzare i tempi di guarigione. Questo può prevedere:

  • Decompressione chirurgica: Durante questa fase dell’intervento, il chirurgo rimuove parte del tessuto danneggiato intorno al tendine per ridurre la pressione su di esso.

  • Cruentazione del tendine: Sono eseguiti dei micro tagli nel tendine in modo da far sanguinare e attivare il processo di guarigione del tendine.

  • Trapianto di tendine: Se il tendine è gravemente danneggiato, può essere necessario un trapianto di un tendine che passa vicino, solitamente il Flessore Lungo dell’Alluce, in modo da apportare maggior vascolarizzazione al tendine e ridurne lo sforzo meccanico eseguito dal tendine ammalato.

La riabilitazione e tempi di recupero

I tempi di recupero dopo un intervento chirurgico per la tendinite non-inserzionale dell'Achille possono variare a seconda della gravità della condizione e del tipo di procedura impiegato. Tuttavia, in generale, i pazienti possono aspettarsi quanto segue.

Dopo l'intervento, i pazienti possono iniziare la fisioterapia e gli esercizi di riabilitazione dopo 3-4 settimane. Questo aiuta a ripristinare la forza e la mobilità. In molti casi, si consiglia di indossare un tutore o un'ortesi per supportare la caviglia durante il processo di guarigione. Il ritorno alle normali attività fisiche può richiedere 3-9 mesi, a seconda della gravità della lesione e dell'efficacia della riabilitazione.

È importante seguire attentamente le indicazioni del medico e del fisioterapista durante il periodo di recupero post-intervento per massimizzare le probabilità di un recupero completo. Se desideri conoscere maggiori dettagli circa questa patologia e vuoi prenotare una visita specialistica puoi farlo compilando il form nella pagina contatti o chiamando uno dei centri dove opera il Dott. Guelfi.

dott. Matteo Guelfi

Dott. Matteo Guelfi

Specialista in Ortopedia e Traumatologia.
Esperto nel trattamento delle patologie del piede e della caviglia.

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