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PATOLOGIE TRATTATE

Legamenti e tendini

ROTTURA DEL TENDINE D'ACHILLE

Il tendine d'Achille, è una struttura nastriforme che origina dalla fusione dell'aponeurosi dei muscoli gastrocnemio e soleo. Rappresenta il tendine più grande del corpo umano e collegando il tricipite surale al calcagno, trasmette gli impulsi meccanici derivanti dalla contrazione muscolare del polpaccio alla caviglia e al piede. La contrazione del polpaccio, grazie al Tendine d’Achille realizza un movimento di fondamentale importanza: la flessione plantare del piede ovvero quel movimento che rappresenta la fase di spinta del piede durante la deambulazione o la capacità di alzarsi in punta di piedi.

La rottura del tendine d'Achille è un evento relativamente frequente che interessa soggetti sportivi e non che necessita di un’attenta diagnosi e di un corretto trattamento ai fini di garantire una corretta guarigione e ripristino della funzionalità.

La rottura del tendine interessa maggiormente pazienti di sesso maschile, di un’età compresa tra i 25 e i 50 anni. Parlando di sportivi agonisti, frequentemente colpisce atleti over 30.

I sintomi ed i segni clinici di una rottura variano a seconda dell'azione che si stava compiendo: nella maggior parte dei casi il soggetto avverte un chiaro suono sordo della rottura come un "POP” senza che sia un evento particolarmente doloroso. Spesso il paziente pensa di aver ricevuto un calcio da un avversario e ricorda perfettamente il momento in cui è avvenuta la rottura del tendine. Nelle ore successive si può verificare dolore e gonfiore lungo il tendine e vicino al tallone, è possibile apprezzare una depressione della pelle lungo il decorso del tendine.

Quando si verifica un evento che faccia sospettare per una rottura del tendine d’Achille è importante che il paziente sia visitato da un ortopedico il prima possibile. Questo prescriverà una ecografia o una risonanza magnetica a completamente diagnostico.

Il trattamento

Il trattamento della rottura del tendine d’Achille, soprattutto in pazienti giovani e in sportivi, prevede un’operazione chirurgica di sutura del tendine (tenorraffia), da eseguirsi possibilmente non oltre i 7-15 gg dalla rottura. Il trattamento chirurgico rispetto al trattamento conservativo prevede minor immobilizzazione con tempi di recupero più rapidi, una maggior ripresa della forza e un minor rischio di ri-rottura. Per gli atleti e, in generale, le persone più attive e sportive l'intervento chirurgico è fortemente consigliato se non obbligatorio per poter tornare a far sport.

Il trattamento chirurgico può essere per via percutanea / mini-invasivo oppure con tecnica tradizionale “a cielo aperto”. Personalmente preferisco il trattamento percutaneo che permette di suturare il tendine in maniera mini-invasiva con minor rischi di guarigione della cute, tempi di guarigione più rapidi e minor dolore post-operatorio.

Pre-intervento

La perdita della tensione del tendine d’Achille dovuta a una sua rottura fa si che il piede sia atteggiato a 90° quando il paziente è prono.

Post-intervento

Dopo intervento di Tenorraffia percutanea dell'Achille il tendine ha riacquistato la propria tensione riportando il piede nella posizione naturale.

La riabilitazione

Dopo una prima fase di immobilizzazione sarà d’obbligo seguire un graduale programma fisioterapico riabilitativo per riacquistare la piena funzionalità del tendine. I tempi di recupero sono stimati in circa 2-3 mesi per un ritorno alle normali attività quotidiane e in 4-6 mesi per un ritorno alle attività sportive. La maggior parte delle persone che hanno subito questo infortunio sono in grado di tornare alle normali attività sportive quando guarite.

dott. Matteo Guelfi

Dott. Matteo Guelfi

Specialista in Ortopedia e Traumatologia.
Esperto nel trattamento delle patologie del piede e della caviglia.

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