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PATOLOGIE TRATTATE

Caviglia

SINDROME DA IMPINGEMENT POSTERIORE DELLA CAVIGLIA

L’Impingement della caviglia (nota anche come sindrome da conflitto) è una limitazione articolare causata da un conflitto meccanico tra le strutture ossee ed i tessuti molli durante il movimento di flessione plantare della caviglia (ovvero con le dita del piede verso il basso). Questo problema affligge diversi atleti, in particolare ginnasti, ballerini di danza classica e calciatori, ovvero quegli sportivi il cui gesto atletico prevede una flessione plantare forzata della caviglia (come il calciare) o una prolungata attività sulle punte (come durante la danza).

La sindrome da conflitto posteriore è considerata una patologia da overuse ovvero dovuta a microtraumi ripetuti che portano nel tempo a una condizione cronica di infiammazione e dolore nella zona posteriore della caviglia durante la flessione plantare.

Spesso questa condizione insorge in pazienti con una conformazione anatomica precisa, in cui è presente un astragalo dalla coda promimente, in presenza di un os accessorio (os trigonum) o in pazienti con un tendine flessore lungo dell’alluce particolarmente voluminoso.

Sintomi e diagnosi

I sintomi sono solitamente ben delineati:

  • Dolore acuto nella parte posteriore della caviglia scatenato da alcuni movimenti
  • Gonfiore
  • Limitazione dei movimenti soprattutto in flessione plantare

È possibile diagnosticare la sindrome da impingment attraverso esami radiografici quali la semplice radiografia solitamente accompagnata a una risonanza magnetica (RMN). In alcuni casi particolari può essere utile eseguire una TAC.

Il trattamento

Esistono due possibili percorsi, uno conservativo e l’altro chirurgico. Il trattamento conservativo mira ad alleviare il dolore, ridurre il gonfiore e proteggere la caviglia da ulteriori traumi attraverso un bendaggio che limiti la flessione plantare durante le attività sportive. In certi casi può essere utile (talvolta anche a scopo diagnostico) eseguire un’infiltrazione con corticosteroide.

Quando il trattamento conservativo non offre risultati soddisfacenti è utile valutare un intervento chirurgico. Il trattamento chirurgico è svolto in artroscopia, tramite due piccole incisioni in prossimità del tendine d’Achille. Attraverso questa via di entrata il chirurgo può liberare la parte posteriore della caviglia e rimuovere il conflitto osseo, andando ad eliminare le cause del dolore e della limitazione dei movimenti. L’intervento solitamente dura meno di mezzora e consente un rapido ritorno alle attività quotidiane del paziente. È comunque indicato un percorso riabilitativo con un fisioterapista mirato a un rapido recupero del completo movimento della caviglia e a favorire la ripresa dell’attività sportiva.

Vision artroscopica di impingement posteriore di caviglia:
a sn presenza di coda prominente dell’astragalo (inizio intervento), a dx la coda dell’astragalo causante impingement è stata rimossa (fine intervento)

La riabilitazione ed i tempi di recupero

In caso di intervento chirurgico i vantaggi di un trattamento mininvasivo (artroscopia) sono molti e diversi: minor rischio di complicazioni, velocità di esecuzione, minor dolore postoperatorio. Questi elementi favoriscono un rapido recupero funzionale della caviglia. La riabilitazione può iniziare già dal giorno successivo all’ intervento e prevede una serie di mobilitazioni (attive e passive) della caviglia e il recupero progressivo del carico. Generalmente il recupero delle attività quotidiane avviene circa 2 settimane dopo l’intervento, mentre per la ripresa delle attività sportive possono servire 3-4 settimane.

dott. Matteo Guelfi

Dott. Matteo Guelfi

Specialista in Ortopedia e Traumatologia.
Esperto nel trattamento delle patologie del piede e della caviglia.

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